CEC: Comunità Educante con i Carcerati

Mi hanno arrestato a 15 anni e da quel momento non ho più smesso di fare dentro e fuori. Sono entrato in carcere che facevo le elementari e sono uscito che facevo l’Università...della delinquenza. Perché in carcere impari di tutto e di più. Ora, a 60 anni, penso all’amore gratuito che ricevo ogni giorno dai volontari... io, in tutti questi anni, non l’avevo mai ricevuto”.

Se Vincenzo avesse potuto scontare la pena alternativa al carcere la prima volta che ci è entrato, la sua vita sarebbe stata diversa. Perché spesso, per chi ha commesso un reato, essere accolto, perdonato, amato e aiutato ad affrontare le ragioni che l’hanno portato a delinquere, può davvero fare la differenza.

Una giustizia che educa e accoglie è più efficace di una giustizia che vuole solo punire.
Ogni anno tra i 50 e i 60 detenuti si suicidano, un numero spaventoso.
E su 100 persone che scontano la pena in carcere, 75 tornano a delinquere. Invece, su 100 che scontano con noi la pena alternativa solo 10 commettono di nuovo un reato.
Eppure lo Stato continua a destinare 200 euro al giorno per mantenere un detenuto in carcere, mentre ne bastano solo 30 per offrire ad una persona un progetto concreto e strutturato di recupero in case di accoglienza come le nostre.

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